Le attrazioni nell’area di Carezza

Da vedere, da visitare!

È incredibile quanto ci sia da vedere e da fare a Carezza! Tra le tante attrazioni, tuttavia, alcune si distinguono in modo particolare e sono proprio queste a rendere Carezza unica nel suo genere. Si tratta degli emblemi di quest’area escursionistica e sciistica:

Lago di Carezza con Latemar

Un lago da favola

L’incantevole Lago di Carezza ha trovato la sua conca ai bordi del fitto bosco del Latemar e si è adagiato qui, ai piedi del massiccio pallido e maestoso. A 1.502 m di altitudine questo lago fiabesco – una leggenda narra che un tempo fosse abitato da una bellissima ninfa – non solo allieta lo sguardo e l’anima con i suoi colori iridescenti e una cornice che sembra un dipinto, ma rallegra anche il corpo con innumerevoli itinerari per escursioni nei dintorni. Un apposito Centro visitatori offre la possibilità di ristorarsi e di acquistare souvenir, mentre il percorso che gira intorno al lago di Carezza invita a praticare una moderata attività fisica. E non dimenticate la macchina fotografica!

Enrosadira del Catinaccio d'inverno

Il giardino delle rose di Re Laurino

La Cima d’Antermoia, la vetta più alta del Catinaccio, si erge fino a toccare i 3.004 m sopra il livello del mare. Le si affiancano altre vette, prima fra tutte la Cima Catinaccio, e a seguire le Torri del Vajolet, la Roda di Vaèl e la Torre Finestra. Chiunque si addentri in questo leggendario giardino di montagna, vuoi percorrendo sentieri, itinerari per vie ferrate e trail per mountain-bike, vuoi utilizzando gli impianti di risalita, potrà ristorarsi e trovare riparo in ben 11 rifugi – e magari incontrare qualche oste che conosca la leggenda del giardino delle rose di Re Laurino e che saprà spiegare il fenomeno dell’Enrosadira.

Enrosadira del Latemar

Escursionismo nel Latemarium: tutta un’avventura

Latemarium, è questa la denominazione dell’area escursionistica che si estende attorno al massiccio del Latemar, là dove tutto invita a vivere la montagna, a godere dei panorami, a scoprire il paesaggio e a percepire la natura con tutti i sensi: dai sentieri tematici e d’avventura, alle piattaforme panoramiche, dal percorso ad alta fune al parco per bambini, dal bike trail al percorso podistico. Bambini, escursionisti per diletto ed esperti di escursionismo: al Latemarium li attende una montagna di felicità!

Chiesa di San Giuseppe a Carezza sotto il Catinaccio | © TV Welschnofen

Il Passo di Costalunga: antica residenza estiva

Il Passo di Costalunga collega la Val d’Ega alla Val di Fassa sul versante trentino. Nella seconda metà del XIX secolo, con la costruzione della strada statale della Val d’Ega e del Passo di Costalunga, si diede avvio allo sviluppo infrastrutturale della zona. Intorno al 1896 seguì la valorizzazione del settore turistico per merito di Theodor Christomannos che fece erigere il leggendario Grand Hotel Carezza. Nel 1905 fu quindi realizzato il campo da golf Carezza presso l’omonimo hotel, uno dei primi campi da golf dell’Alto Adige. Non c’è dunque da meravigliarsi se il Passo di Costalunga figura tuttora tra le attrazioni di Carezza; infatti, già l’imperatrice Sissi, Agatha Christie e Sigmund Freud avevano conosciuto la bellezza e l’unicità di questa zona.

Carezza Trail due ciclisti

L’Olimpo delle MTB

Ai piedi del Catinaccio, presso la cabinovia Nova Levante, un Bike Trail  lungo 4,4 km con tanto di paraboliche, banked turn, ponticelli, salti e north-shore, è il fiore all’occhiello della Val d’Ega, un territorio peraltro già molto apprezzato per il mountain biking. Qui fanno salti di gioia non solo i biker, ma anche i loro cuori! E li fanno anche nella nuovissima area allenamenti, dove pumptrack, jumpline, tornanti, rockgarden, drop, curve, balance-north-shore, scalini e paraboliche fanno progredire al volo i freestyler in erba, promuovendoli al grado di esperti, mentre permettono ai professionisti di sviluppare le loro abilità alla perfezione!

Gruppo del Catinaccio d'estate

Il Centro visite

A Tires al Catinaccio, più precisamente presso l’ex segheria Steger, il Centro visite Sciliar – Catinaccio riporta i visitatori indietro nel tempo: lì si trova, infatti, una segatronchi risalente a 400 anni fa ancora perfettamente funzionante. Si tratta di un raro esempio di sega veneziana azionata da un mulino ad acqua. Sono stati inoltre riallestiti anche gli alloggi originali del capo tagliatore, compresa la cucina, la stube e la camera. E per tutti i curiosi assetati di sapere ci sono diverse stazioni e svariati elementi espositivi che informano sulla fauna e sulla flora del Parco naturale Sciliar–Catinaccio.

Rio delle Fogie Aldino  | © Eggental Tourismus

Il Grand Canyon dolomitico

Chi pensa di dover andare negli Stati Uniti per vedere uno spettacolare, imponente e antichissimo canyon, si sbaglia. Ad Aldino al Regglberg, ai piedi del Corno Bianco, si trova la Gola del Bletterbach o rio delle foglie: con i suoi 400 m di profondità e gli 8 chilometri di lunghezza fende la roccia dolomitica del Corno Bianco e mostra oltre 40 milioni di anni di storia geologica della terra.